L’app che trasforma le collezioni del museo in opere Rothko digitali - You-n

27 Agosto 2014

L’app che trasforma le collezioni del museo in opere Rothko digitali

You-n agenzia comunicazione

La necessità aguzza l’ingegno … ma il caso di cui vogliamo raccontarvi è a dir poco geniale.

Il Museo di Design Cooper-Hewitt di New York (parte dell’Istituto Nazionale Smithsonian) è chiuso al pubblico per restauro oramai da 3 anni. Abituati noi ad una realtà in cui la cultura (l’arte in particolar modo) viene rilegata sempre in fondo ad ogni altra questione (sebbene quella italiana attiri turisti da tutto il mondo ogni singolo giorno dell’anno, quando non lasciata decadere), il primo pensiero non è mai quello di mantenere aperto un museo chiuso. Il Cooper-Hewitt, invece, nonostante i cancelli serrati da tempo, è un posto vivissimo, brulicante di fervide attività.

Della struttura organizzava fa parte anche il dipartimento Digital & Emerging Media ed è proprio qui che prendono vita molti lavori attuali. Uno dei più ambiziosi obiettivi raggiunti è aver reso accessibili agli internauti tutte le collezioni del museo in maniera estremamente creativa.

Un modus operandi assolutamente a cui ispirarsi, perché è un puro esempio di proattività, di sana intelligenza, saggezza e abilità, non solo nel non far morire un museo importante a causa di un restauro, ma anche per saper mantenere viva la curiosità e l’interesse dei passati e dei futuri visitatori di New York.

Questo ultimo sforzo in ordine di tempo si chiama “Robot Rothko” ed è una web app sviluppata da un ingegnere del Cooper Hewitt Lab, Aaron Cope. Sfruttando le collezioni dell’archivio digitale del museo, l’app riesce a creare lavori di arte digitale ispirata a Mark Rothko, il pittore statunitense morto suicida negli anni ’70, definito dalla critica espressionista astratto che, ponendo l’attenzione alle emozioni di base, riempiva grandi tele di canapa solo con pochi colori intensi e piccolissimi dettagli.

Aaron Cope ha programmato un algoritmo che va a leggere tre foto degli oggetti collezionati e, utilizzando i colori primari, riempie tre rettangoli su un canvas. Un sottofondo soffuso si aggiunge utilizzando il colore dominante di una quarta foto. Il refresh delle opere d’arte avviene ogni 60 secondi.

In questo modo, per esempio, un poster su Londra del 1937, una frangia in seta del XVI secolo, un frammento in seta e filo metallico del XVII secolo  …

… si trasformano in una opera d’arte digitale!

Oppure un dispositivo bioimpiantabile fatto all’uncinetto, una panca in legno d’ebano di fine 900 e una serigrafia del 1963 …

… danno origine a questo mitico Rothko digitale!

Provate anche voi! https://collection.cooperhewitt.org/play/robot-rothko/#info

Un’app assolutamente brillante e fuori dal comune! Per far fronte a un problema concreto e serio (la chiusura del museo da anni), l’ingegnere visionario è riuscito a mettere insieme creatività, tecnologia, modernità, cultura, ma soprattutto genialità.

Per onor della cronaca e giusto per comparazione, ecco un famoso Rothko originale che attualmente si trova al New York Guggenheim Museum intitolato “Red” (1968).

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